| Monticelli e il fiume Tronto dall'alto |
-
Blockquote
Mauris eu wisi. Ut ante ui, aliquet neccon non, accumsan sit amet, lectus. Mauris et mauris duis sed assa id mauris.
-
Duis non justo nec auge
Mauris eu wisi. Ut ante ui, aliquet neccon non, accumsan sit amet, lectus. Mauris et mauris duis sed assa id mauris.
-
Vicaris Vacanti Vestibulum
Mauris eu wisi. Ut ante ui, aliquet neccon non, accumsan sit amet, lectus. Mauris et mauris duis sed assa id mauris.
-
Vicaris Vacanti Vestibulum
Mauris eu wisi. Ut ante ui, aliquet neccon non, accumsan sit amet, lectus. Mauris et mauris duis sed assa id mauris.
-
Vicaris Vacanti Vestibulum
Mauris eu wisi. Ut ante ui, aliquet neccon non, accumsan sit amet, lectus. Mauris et mauris duis sed assa id mauris.
Interrogazione in regione sui lavori sul Tronto
Buone nuove per l'Associazione Gigaro 88. Con nostra grande sorpresa, a volte, le nostre oservazioni e i nostri sforzi vengono notati da qualcuno. In particolare ci riferiamo al consigliere regionale Avv. Dino Latini che ha presentato, in sede di consiglio regionale, un interrogazione al presidente della giunta. Il tema? I devastanti lavori che ormai da mesi stanno devastando le sponde del fiume Tronto, nella zona del depuratore consortile.
Proprio riprendendo le critiche di Gigaro 88, Legambiente e Italia Nostra, il consigliere ha fatto presente che le canne, i salici e la vegetazione viva in alveo non costituiscono alcun problema al defluire delle acque e perciò intende sapere quali siano le reali necessità di quest'opera così economicamente impegnativa.
Tutto ciò ci riempie di orgoglio; non conosciamo personalmente l'avvocato consigliere nè sappiamo di che partito politico faccia parte. Sappiamo però che è di Osimo(AN) e nonostante ciò si è mobilitato. Quello che ci colpisce è che finalmente un amministratore, purtroppo non locale, si è interessato ai problemi che spesso sottoponiamo, attraverso la stampa, agli occhi di tutti. Ci dispiace invece che gli amministratori del nostro territorio non sappiano tutelare e valorizzare a dovere le risorse umane e ambientali del nostro territorio.
In tremenda attesa, aspettiamo la risposta del presidente della giunta regionale.
F.A.
en
venerdì 20 gennaio 2012
0
commenti
Per Gigaro 88 e la Pemmadora, Lu Vecchiò non finisce il 17 Gennaio
L’iniziativa favorisce la conoscenza e la conservazione della memoria storica del nostro territorio, la creazione di relazioni con gli abitanti dei paesi (soprattutto bambini ed anziani), la socializzazione degli alunni della scuola e l’integrazione di studenti diversamente abili. Sono tanti i gruppi che percorrono il territorio ascolano per la Pasquella e Lu Vecchio’, ma La Pemmadora è orgogliosa del fatto che fra tutti è di gran lunga più giovane. La festa di S. Antonio è stata l’occasione anche per intraprendere un’importante collaborazione con l’amministrazione di Montedinove, che riguarderà il censimento dei mandorli del territorio. Si tratta di un prezioso scrigno genetico che fin da epoche remote ha costituito una peculiarità del territorio del comune, permettendo la creazione della caratteristica crostata di mandorle.
| Il gruppo "La Pemmadora" durante Lu Vecchiò 2011 nella chiesa di Santa Maria de Cellis a Montedinove (AP) |
La festa in onore di Sant'Antonio Abate
Anche quest'anno, nonostante le notevoli difficoltà, il gruppo "La Pemmadora" dell'Isituto Tecnico Agrario "Celso Ulpiani" ha voluto riorganizzare i canti di questua in onore di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali, nemico del demonio e invocato per la cura del fuoco di Sant'Antonio. Lu Vecchiò 2012 è stato organizzato in collaborazione con l'Associazione Gigaro 88 che ha curato alcuni dettagli dell'organizzazione; molti soci inoltre sono componenti storici del gruppo "La Pemmadora" e altri si sono aggiunti quest'anno. Il programma ha visto, come tradizione, tantissime poste: tra queste i paesi (Acquasanta, Offida, Montedinove, Castel di Lama, Appignano), le scuole, le famiglie, le imprese e le aziende agricole che hanno accolto i questuanti con il classico falò.
Quest'anno la tradizione è stata rivissuta in maniera particolarmente viva anche nel centro cittadino: oltre alla tradizione benedizione degli animali il 17 Gennaio e al convegno sulla figura del Santo, Domenica 15 si è tenuta una rassegna folk dei gruppi di Sant'Antonio. Hanno partecipato La Pemmadora, il gruppo del Marino e il gruppo di Poggio di Bretta che hanno cantato per le vie cittadine e si sono quindi ritrovati di fronte Palazzo dei Capitani per ricevere in omaggio dall'organizzatore Gianni Brandozzi una ceramica con l'effige del Santo. Per l'occasione è stata anche prodotta in tiratura limitata una bottiglia di vino, con in etichetta, la foto del nostro gruppo.
La festa di Sant’Antonio Abate ha origini antiche che affondano tra il sacro e il profano. In quei giorni, grandi fuochi venivano accesi nelle colline più alte. Padroni e mezzadri benestanti, in quei giorni avevano provveduto ad uccidere, salare e lavorare i loro maiali. Per l’occasione i braccianti e i poveri contadini si recavano nelle case coloniche e nelle stalle a portare la benedizione del santo in cambio di qualcosa da mangiare.Il momento storico che stiamo vivendo rende particolarmente importanti queste feste: la riscoperta dei valori e dei nostri ideali si oppone alla crisi materiale che ci afflige.
Presto in Photogallery alcune foto della manifestazione.
Pubblichiamo la locandina con il programma e quella della manifestazione folk di Domenica.
F.A.
Gigaro 88 nel forum Ascoli 21
Anche l'Associazione Gigaro 88 è entrata di fatto nel forum "Ascoli 21: io partecipo", organizzato dalla società Restart, proprietaria dell'area ex SGL Carbon. Proprio di quest'area infatti si occupa Restart e per la sua riqualificazione ha coinvolto le associazioni del territorio per creare una proposta unica di riqualificazione. Qualche settimana fa il presidente e il tesoriere hanno incontrato Flavia Narducci, responsabile dell'ufficio stampa, che ha spiegato ai nostri rappresentanti la situazione attuale. Noi ci siamo proposti di curare la parte relativa alla rinaturalizzazione dell'area e alla conservazione del parco fluviale del fiume Tronto.
Nonostante l'iter burocratico sia molto lungo, crediamo in questo tipo di progetto e speriamo che il nostro possa essere un grande contributo.
Per tutte le informazioni potete consultare il sito: www.ascoli21.it
F.A.
A Remigio gli impianti di Monte Piselli
La società, di proprietà della famiglia D'Agostino che gestisce l'Hotel Remigio nella frazione di San Giacomo, avrà in gestione la seggiovia Tre Caciare - Monte Piselli, il tapis roulant del "Campetto", il rifugio Walter Pizi, il rifugio Tre Caciare, due battipista, una motoslitta e un fuoristrada.
Il Cotuge ha approvato la vincita e consegnato formalmente gli impianti solo il 23 Dicembre. Ciò non ha consentito alla famiglia D'Agostino di esplicare tutte le pratiche e le autorizzazioni per aprire in tempo per festività natalizia. Infatti nonostante siano 40 i centimetri di neve a quota 1400 m. delle Tre Caciare solo gli scialpinisti, che sono saliti con le pelli di foca, hanno potuto approfittare del manto nevoso battuto.
Nell'attesa della concessione dell'ultima autorizzazione e della conseguente apertura degli impianti, l'Associazione Gigaro 88 manda un forte in bocca al lupo per la nuova gestione, sperando che altri imprenditori siano disposti a investire sulla nostra splendida montagna e su queste piste da sci dove si può sciare guardando il mare.
F.A.
"Non serve raddrizzare il fiume tagliando le piante e lasciando il terreno nudo, pronto ad essere portato via dalla prossima piena"
Le associazioni Gigaro88, Legambiente Ascoli Piceno e Italia Nostra criticano l’intervento che si sta realizzando sull’alveo del fiume a Monticelli. “Da alcuni giorni – scrivono le Associazioni in una nota - una ditta sta effettuando dei lavori di taglio di piante e di canalizzazione dell’alveo del fiume, che a nostro modesto parere non comportano alcun beneficio , anzi si configurano come l’ennesimo spreco di risorse pubbliche. I fatti accaduti in Liguria, a Messina ed in molte parti del nostro delicatissimo territorio, attribuibili in massima parte a una sbagliata gestione e pianificazione, invece che servire di ammonimento, non ci hanno ancora insegnato niente. Purtroppo i nostri amministratori continuano a pensare che il problema siano le piante che, a detta loro, ostruirebbero l’alveo del fiume. E’ ovvio che i fossi debbano essere puliti dai rifiuti o da alberi secchi, ma la vegetazione viva, i salici e le canne lungo gli argini non possono essere la causa del dissesto idrogeologico, anzi la loro funzione è quella di contenere l’acqua evitando danni ingenti più a valle. Se è vero che, purtroppo, i corsi d’acqua sono ormai compromessi e soffocati dall’uomo al punto che l’acqua può diventare una “bomba distruttiva”, la soluzione non è certo l’eliminazione della vegetazione. In realtà il problema è che, continuando a costruire nell’alveo del fiume, continuando a cementificare i fossi, trasformandoli in condotte forzate, si riducono sempre di più gli spazi a disposizione del fiume, le cosiddette aree golenali, cioè le aree che naturalmente si allagano (e che si devono allagare ) quando il fiume è in piena. Secondo i nostri amministratori bisogna pulire i fossi e gli alvei dei fiumi e quindi, di conseguenza, tagliare le piante perché l’acqua deve scorrere il più velocemente possibile. Ma in questo modo, invece di mitigare gli effetti delle piene, si fa l’esatto contrario; infatti l’acqua del fiume, non incontrando più alcun ostacolo, aumenta la sua velocità e potenza distruttiva, che si scarica più a valle; tanto più se il fiume è stato “raddrizzato” da interventi di questo tipo e trasformato in una vera e propria “autostrada dell’acqua”. La strategia della “bella pulizia di fossi, canali e corsi d’acqua ” che ha portato le ruspe lungo le sponde, con movimenti di terra e asportazioni esagerate, si è dimostrata fallimentare, sia dal punto di vista idraulico che ecologico. I benefici di tali interventi, comunque di breve durata, sono sicuramente inferiori ai costi (includendo anche quelli ambientali). Questi interventi contrastano tra l’altro con il progetto di riqualificazione del Fiume Tronto elaborato dall’Autorità di Bacino del Tronto, che invece prevede interventi molto più sostenibili, meno costosi e certamente meno invasivi di un intervento di questo tipo, che è il tradizionale intervento idraulico che si fa da decenni in modo sempre uguale, con dubbi risultati.
GIGARO 88 - LEGAMBIENTE - ITALIA NOSTRA
"L'assessore pensi ai suoi compiti"
Dal "Corriere Adriatico" di Martedì 6 Dicembre leggiamo e pubblichiamo questo trafiletto, segno che non siamo solo noi a pensarla in questo modo. Anche un altro componente del consiglio comunale ha visto tutto quello che è successo in Via della Rimembranza, come da noi sottolineato con un articolo qualche tempo fa. Tutto ciò dopo che l'assessore Travanti è uscito qualche tempo fa sui giornali con un articolo criticando i dipendenti comunali fannulloni.
Ascoli Isopi si rivolge a Travanti: “Lo invito ad operare meglio nel suo ambito che è la manutenzione e la tutela del verde cittadino. Eviterà che si ripetano episodi quali alberi che cadono sulle auto come è successo in via della Rimembranza. Furono distrutti sei veicoli e questo non è imputabile soltanto alle intemperie, ma anche all’incuria. Delle pratiche per i rimborsi non si sa nulla, mentre sei cittadini sono ancora senza auto”.
F.A.
Porta Maggiore e il problema dei parcheggi. Ci chiediamo: auto o pedoni?
Leggiamo sui giornali l’intervento del consigliere regionale Valeriano Camela a proposito della riqualificazione di Porta Maggiore e della necessità di parcheggi. Conosciamo bene la sua professione di medico che esercita con passione e competenza, ma non sappiamo da quanto si occupi di urbanistica. Scopriamo dall’articolo, e ci sentiamo in colpa per non esserci documentati prima, che egli nel 2009 aveva presentato una petizione che prevedeva la trasformazione “a spina di pesce” dei parcheggi di Via Benedetto Croce, e di aver messo in guardia l’Amministrazione dei rischi derivanti dall’entrata a regime del complesso residenziale di via Firenze. Camela conclude dicendo che “il problema parcheggio è così impattante, alla luce delle grandi difficoltà lamentate dai residenti, dai commercianti e dai loro clienti, che sarà adeguatamente rappresentato…” Non si può affrontare un problema così complesso in modo così superficiale. Come associazione Gigaro 88, che da tempo si occupa delle problematiche riguardanti la qualità della vita nell’ambiente urbano e la sua sostenibilità, ci verrebbe voglia di dire: adesso che il danno è fatto, arrangiatevi!!!. Qualcuno sarà pure responsabile di avere creato un quartiere con così tanti problemi. Chiediamo al consigliere: quei residenti che si sono lamentati dell’assurda e spropositata colata di cemento del comparto Firenze, qualcuno li ha ascoltati? È comodo e vantaggioso rispondere alle richieste dei commercianti; è normale e scontato che chiedano più parcheggi. Ma sono solo questi i cittadini che il consigliere ascolta? È mai andato nel piccolo Parco Orlano a vedere quanta gente lo frequenti? È sempre pieno di anziani, bambini con genitori e nonni chiusi in un recinto circondato dal cemento e dall’asfalto che sperano con ansia nell’allargamento del giardino verso lo spazio attualmente utilizzato dal Corpo Forestale. Perché non darsi da fare per questi cittadini che, purtroppo, fanno meno chiasso e meno richieste ai nostri amministratori? Piazza Immacolata e buona parte del quartiere di Porta Maggiore costituiscono una “mostruosità” dal punto di vista urbanistico, con standard di verde decisamente al di sotto dei valori minimi indicati sia a livello nazionale che europeo, con una distribuzione abitativa irrazionale ed un carico di auto insostenibile, frutto di una pianificazione urbanistica decisamente fallimentare. Ci colpisce leggere che una delle soluzioni del problema è la trasformazione a spina di pesce del parcheggio di via Benedetto Croce, immaginiamo sulla falsariga di via Napoli. Come al solito vincono le auto. Siamo stati contrari alla trasformazione di via Napoli e lo siamo anche per via B. Croce. Sappiamo di caricarci addosso oltre le ire dei commercianti anche quelle degli abitanti del posto a cui servono i posti macchina, ma siamo anche convinti che, seguendo la filosofia che rincorre i bisogni nati da errori di pianificazione e programmazione, si entra nella solita logica dell’emergenza che , come in altri campi, ha deturpato e degradato il territorio e le città. Le due vie, può piacere o non piacere, comunque erano state progettate per i pedoni oltre che per le auto. Si pensi che negli anni ’60 in via B. Croce si vedevano giocare i bambini a pallone nelle aiuole spartitraffico, continuamente redarguiti dai vigili; era un segnale già allora della penuria di spazi verdi fruibili a cui gli amministratori avrebbero dovuto rispondere aumentando gli spazi verdi invece che pensare solo a costruire. La soluzione attuata per via B. Croce, di spostare il parcheggio a sinistra della carreggiata e collegare l’aiuola spartitraffico alla piazza, scaturita dall’esigenza di risolvere il problema delle montagne russe create dalle radici degli alberi, è stato un compromesso che, comunque, ha cercato di accontentare le auto senza sacrificare il verde e lo spazio per i pedoni. In via Napoli si è scelta invece la strada del parcheggio a spina di pesce per aumentare i posti macchina che ora invadono l’aiuola spartitraffico determinando la difficoltà per i pedoni di percorrerla se non per il desiderio di fare una gimcana assurda. Chiediamo al consigliere regionale di battersi di più per avere più verde nelle nostre città, più spazi fruibili da tutti i cittadini, per allargare il Parco Orlando, per salvaguardare il Giardino Botanico dell’istituto Agrario dai grandi rischi che corre. Non dobbiamo correggere gli errori commessi in passato con altri errori più gravi. Anche l’aiuola spartitraffico di via Benedetto Croce, per quanto piccola, rientra fra le tipologie di verde pubblico a servizio dei cittadini e, come tale, va salvaguardata.
La Venuta: manteniamo accesa una tradizione
Iscriviti a:
Post (Atom)











