Per Gigaro 88 e la Pemmadora, Lu Vecchiò non finisce il 17 Gennaio


È già trascorso il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, eppure il gruppo LA PEMMADORA composto dagli studenti dell’Istituto Agrario di Ascoli Piceno, in collaborazione con l’associazione Gigaro88, non ha ancora concluso la sua lunga kermesse dei canti di questua in onore del Grande Santo. Dopo aver visitato dal 13 al 16 gennaio Acquasanta, Offida, Appignano e Castel di Lama, domenica 22 gennaio sono attesi  nello stupendo centro di  Montedinove. Qui la festa prevede la Messa, la processione con la statua del Santo e la benedizione degli animali. Alunni e docenti della Pemmadora con i tipici abiti “campagnoli” e le mantelle scure saranno presenti fin dalle prime ore della mattina, intonando i canti di questua lungo le caratteristiche vie del paese e nella campagna circostante, portando la benedizione del Santo, con la speranza di rimediare qualcosa da mangiare e qualche soldino da spendere per il viaggio d’istruzione di fine anno. Speranza quasi sempre esaudita, in quanto la minaccia di ricevere i tremendi canti di maledizione è da tutti vista come una grande sciagura da evitare. Si sa che il re della festa è il porco, pertanto il gruppo, approfittando del periodo delle “mmasciate” farà visita all’agriturismo “Il Fienile” e alla vergara Graziella che con la sua solita ospitalità offrirà al gruppo accoglienza e ristoro; un falò accesso nell’aia sarà il segnale della “posta” per Lu Vecchio’.
L’iniziativa favorisce la conoscenza e la conservazione della memoria storica del nostro territorio, la creazione di relazioni con gli abitanti dei paesi (soprattutto bambini ed anziani), la socializzazione degli alunni della scuola e l’integrazione di studenti diversamente abili. Sono tanti i gruppi che percorrono il territorio ascolano per la Pasquella e Lu Vecchio’, ma La Pemmadora è orgogliosa del fatto che fra tutti  è di gran lunga più giovane. La festa di S. Antonio è stata l’occasione anche per intraprendere un’importante collaborazione con l’amministrazione di Montedinove, che riguarderà il censimento dei mandorli del territorio. Si tratta di un prezioso scrigno genetico che fin da epoche remote ha costituito una peculiarità del territorio del comune, permettendo la creazione della caratteristica crostata di mandorle.


Il gruppo "La Pemmadora" durante Lu Vecchiò 2011 nella chiesa di Santa Maria de Cellis a Montedinove (AP)

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