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Lu vì cuotte, lu ciambello' e la crustata

Torna l'iniziativa "Lu vi cuotte, lu ciambello' e la crustata" organizzata dai ragazzi (guide) dell'Istituto Tecnico Agrario "Celso Ulpiani" con la collaborazione dell'Associazione Gigaro88. L'evento si terrà nel Giardino Botanico Didattico della scuola nella giornata di Mercoledì 5 Novembre a partire dalle 14.30 fino alle 18.00.
Si potrà assaggiare e scoprire la storia del vino cotto che, da necessità, è diventato "lusso". Per accompagnarlo i dolci della nonna: ciambellone e crostata.
Tutti sono invitati a partecipare!
La locandina dell'evento

Attenti al lupo?


Lo scorso mese di marzo i giornali toscani della zona di Grosseto riportavano di teste di lupi mozzate e appese ai cartelli stradali e di individui ritrovati avvelenati in varie località della Maremma. Questo potrebbe essere lo scenario del prossimo futuro in gran parte delle zone in cui il lupo ha rifatto la sua comparsa negli ultimi anni. Innanzitutto è necessario sfatare un pensiero ricorrente, cioè la credenza che i lupi siano stati reintrodotti dall'uomo, al pari di cinghiali, caprioli e cervi. Non è così, il lupo è quello nostrano (per fortuna) che, dopo la protezione legale accordatagli nel 1971, poiché ne rimanevano solo un centinaio di esemplari nel Parco Nazional
Lupo appenninico (Canis lupus italicus)
e d'Abruzzo, pian piano, con la reintroduzione delle sue prede naturali da parte dell'uomo, lo spopolamento della montagna e l'aumento delle aree boscate, ha riconquistato ormai tutti i territori storici e conquistato nuovi spazi, fino a poco tempo fa impensabili (es. il Parco del Conero, il Gargano, ecc). In Italia oggi si stimano 1500-2000 lupi.


Ovviamente è giusto ed utile il fatto che questo affascinante superpredatore sia una specie particolarmente protetta, infatti è l'unico predatore capace di controllare cinghiali, caprioli e cervi, spesso responsabili di gravi danni all'agricoltura, inoltre svolge un'importante funzione di selezionatore degli erbivori, catturando generalmente gli esemplari vecchi, malati e debilitati e  controlla le popolazioni degli altri predatori, ad esempio della volpe. Nello storico parco di Yellowstone è stato dimostrato che la presenza del lupo ha effetti positivi addirittura sulle piante e sui pesci; la presenza dei lupi infatti limita la sosta degli erbivori lungo i fiumi, a causa della loro maggior vulnerabilità in vicinanza dei corsi d'acqua, gli erbivori di conseguenza riducono il loro impatto sulla vegetazione delle sponde e ciò migliora la vita del fiume in generale.

Ciò premesso è un dato di fatto che spesso i lupi arrecano gravi danni ai pochi allevatori rimasti, che oltre alle mille difficoltà di un'attività dura e oggi sempre meno conveniente, si trovano a dover pagare da soli il “costo” della presenza dei lupi. In ogni caso c'è da considerare che i danni arrecati dai lupi sono all'incirca la decima parte di quelli risarciti agli agricoltori per i danni attribuiti al cinghiale, che solitamente vengono pagati dagli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia), in quanto questo è una specie cacciabile.

Se il problema venisse affrontato con serietà e determinazione da parte delle istituzioni competenti, considerando che gli allevatori, specie al di fuori delle aree protette, sono ormai molto ridotti, la convivenza lupo-uomo sarebbe possibile. Per difendersi dai lupi è necessario che le greggi siano protette da un adeguato numero di cani da gregge (pastore abruzzese- maremmano), e che di notte gli animali siano ricoverati entro recinzioni sicure, siano esse mobili o fisse. I parchi nazionali hanno realizzato programmi di aiuto per gli allevatori per prevenire i danni da lupo, donando cuccioli di cani pastore e recinzioni elettrificate antilupo agli allevatori che ne fanno richiesta. In Abruzzo è nata una cooperativa che seleziona cani da lavoro che vende in Italia e all’estero, collaborando con diverse aree protette. In genere quando si adottano adeguate misure di prevenzione i danni da lupo si riducono oltre il 90%, con soddisfazione di allevatori ed ambientalisti. Inutile dire poi che, nei casi particolari, qualora i danni dovessero verificarsi comunque, gli allevatori andrebbero prontamente risarciti, ma nel caso di una prevenzione adeguata e sistematica questi sarebbero irrisori. Le leggi attuali invece, oltre a risarcire solo parzialmente e spesso anche dopo anni gli allevatori, impongono loro anche lo smaltimento delle carcasse a proprie spese. In alternativa all'indennizzo si potrebbero adottare delle polizze assicurative che, sempre abbinate alla prevenzione obbligatoria, risarcirebbero gli allevatori.

Ovviamente la prevenzione andrebbe pianificata a livello regionale, considerando la diffusione e la biologia del lupo, pertanto la regione dovrebbe farsi promotrice e coordinatrice, coinvolgendo le associazioni di allevatori e agricole e facendo formazione per tecnici e allevatori.

Se riusciremo a prendere questa direzione forse potremo salvare allevatori e lupi, che da secoli hanno convissuto, altrimenti, probabilmente perderemo sia gli uni che gli altri, e forse anche da noi troveremo le teste dei lupi appese ai cartelli stradali.
 

Gigaro88 per la manifestazione "Eden Piceno"

Eden Piceno: erbe arte storia. Sono il titolo e il sottotitolo di una manifestazione interamente dedicata ad Antonio Orsini che si è svolta ad Ascoli Piceno dal 10 all'11 Maggio. Un mix di convegni, escursioni e passeggiate per ricordare e ritrovare il grande naturalista e botanico ascolano.
L'associazione Gigaro88 ha confermato il suo supporto, come in altre occasioni, al gruppo di lavoro delle Guide del Giardino Botanico Didattico dell'Istituto Tecnico Agrario "Celso Ulpiani".
Sono stati direttamente impegnati Fabio Ascarini, il dott. Giandomenico Di Bartolomeo e il dott. Giorgio Marini, oltre al prof. Di Lorenzo, nei lavori di sistemazione del parco della Villa Sacconi e nelle passeggiate che hanno caratterizzato la due giorni di eventi.
Il parco, aperto per la prima volta al pubblico, è stato realizzato da Antonio Orsini. 
In particolare Fabio, Giandomenico e Giorgio hanno curato l'escursione lungo le sponde del Castellano il Sabato mattina. Il prof. Di Lorenzo si è occupato del lungo pomeriggio di visite a Villa Sacconi. La Domenica mattina a Valledacqua escursione curata da Giorgio e dal prof. Di Lorenzo.
Riportiamo una foto dei lavori e un articolo direttamente dal sito EDEN PICENO, auspicandoci che iniziative di questo tipo siano più frequenti e maggiormente supportate.
Articolo:  http://www.edenpiceno.it/news/erbario-tour-di-villa-sacconi-22-giovani-guide-sui-sentieri-di-sor-antonio

Studenti e non al lavoro nel giardino di Villa Sacconi

La natura distrugge e la natura crea: un nuovo lago tra Polesio e Porchiano

Da sempre le forze della natura seguono le proprie “leggi”. Leggi spesso spietate, che non guardano in faccia a nessuno, tantomeno all'uomo, anche se questi ha ormai colonizzato quasi ogni angolo del mondo. Gli eventi meteorici estremi del novembre 2013, che hanno devastato la nostra provincia, così come gran parte del Paese, ci ricordano puntualmente che l'uomo è solo un elemento del pianeta terra, per di più ormai disadattato ai ritmi naturali. Infatti, oltre a rappresentare la principale causa di estinzione di tutte le altre forme di vita, rappresenta, sempre più spesso, una minaccia anche per se stesso. Le vittime e gli elevatissimi costi economici, dovuti alle alluvioni e alle frane, ne sono un esempio eclatante.  Molto spesso si tratta di “disastri annunciati”, dovuti alla mancanza di prevenzione e alla superficialità dell'uomo.

Stavolta però la natura ci ha regalato un piccolo/grande spettacolo, a testimonianza della sua straordinaria capacità di creare biodiversità, quindi paesaggio, e di autorigenerarsi.
Dalla distruzione è nata una nuova vita.
Una grande smottamento, sulla sinistra orografica del Torrente Chiaro Morto,  a valle dell'abitato di Porchiano, ha creato uno sbarramento del torrente sottostante, creando un laghetto di discrete dimensioni. La sua estensione è di 4-5 ettari (un ettaro corrisponde ad un campo da calcio), con forma allungata, secondo la morfologia del fondovalle.
Se il neonato lago manterrà l’acqua anche durante l’estate e si stabilizzerà nel tempo, costituirà un prezioso biotopo capace di favorire la biodiversità. Le zone umide sono infatti di vitale importanza per moltissime specie animali a partire dagli invertebrati (libellule, ecc), anfibi e rettili, ma anche per uccelli e mammiferi. Scontata infine la preziosità dell’acqua durante i siccitosi mesi estivi, sia per gli animali che per l’uomo, soprattutto in un’epoca in cui il clima si fa sempre più arido ed imprevedibile.
Per agevolare i processi naturali l’uomo dovrà intervenire il meno possibile: si dovrà evitare, nella maniera più assoluta, l’introduzione di pesci, gamberi, ecc e soprattutto di tartarughe esotiche. Queste infatti sono state inconsapevolmente liberate in massa in gran parte dei fiumi e laghi italiani, ed essendo voraci predatrici e competitrici delle specie nostrane, hanno alterato i nostri ecosistemi. L’ideale sarebbe evitare di comprarle in quanto, dalla dimensione di una moneta, in pochi anni superano il chilo di peso e la gente, stufa di tenerle, le libera nel primo lago che trova.
Così, il neonato lago di Porchiano, si aggiunge alla lista dei pochissimi laghi naturali delle Marche.


Nuovo Consiglio Direttivo 2014-2017

Dopo la bella gita nel Teramano del 27 Dicembre è tempo di rinnovo delle cariche per l'Associazione Gigaro88 che nel frattempo ha compiuto tre anni.
Dopo la bella mangiata al ristorante "Il Borgo" di Campovalano di Campli, i soci riuniti in assemblea hanno eletto all'unanimità il nuovo consiglio direttivo. Immediatamente prima Fabio e Giandomenico con una semplice carrellata di immagini hanno fatto un bilancio del triennio passato ricordando tutte le iniziative svolte nel corso di questi anni.
Sostanzialmente non cambia molto: su proposta di gran parte degli associati entra a far parte del consiglio direttivo Andrea Caponi che da sempre collabora fattivamente per gran parte dei progetti.

Il giorno 4 Gennaio invece presso la nuova sede di Monticelli Alto si è svolta la riunione di insediamento del consiglio direttivo che ha confermato le cariche del precedente mandato:
Presidente: Dott. Giandomenico Di Bartolomeo
Vice-Presidente: Fabio Ascarini
Segretario: Christian Corsini
Tesoriere: Sante Quaglia
Consiglieri: Prof. Camillo Di Lorenzo, Dott. Giorgio Marini, Dott. Pierluigi Di Lorenzo, Prof. Claudio Soldato, Andrea Caponi.

Non resta che rimboccarsi le maniche e augurarci un 2014 di amicizie, successi, gioia e serenità!


"La gita sociale" nel Teramano

Venerdì 27 Dicembre importante appuntamento: soci di Gigaro88, componenti del gruppo guide Giardino Botanico "B. Di Lorenzo" e loro familiari si ritroveranno per passare insieme una giornata visitando i vicini borghi della provincia di Teramo. Le tappe saranno Torricella Sicura (presepe), Castelli, San Gabriele e Campli. Raduno ore 9.00 di fronte all'Istituto Tecnico Agrario. Pranzo in ristorante. Ritorno previsto ad Ascoli per l'ora di cena. 
Sarà l'occasione per celebrare e festeggiare i primi 3 anni di attività dell'associazione e tirare le somme sul proficuo lavoro dell'attuale consiglio direttivo che verrà rinnovato a Gennaio per il prossimo triennio.
La locandina dell'evento

Nuova sede per Gigaro88

Dopo la delibera del consiglio direttivo ufficiale il cambio di sede: la nuova sede dell'Associazione Gigaro88 è in Via Monticelli 138 - Ascoli Piceno. La sede si trova nella zona di Monticelli Alto, Croce di Tolignano.
L'Associazione ringrazia per la collaborazione l'Associazione Amici della Natura.
Panoramica sul caseggiato che al primo piano ospita la sede dell'Associazione
















La nostra targa posta all'ingresso

Naturali affluenze - OFF, Gigaro88

"L'Associazione OFF (Only For Fun) ABC e Webeing.net - Studio Creativo, con il contributo della Fondazione Carisap ed il Patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno hanno ideato "Naturali Affluenze, Affluenze Naturali", una serie di attività incentrate sul nostro parco fluviale, guidate ed organizzate, per far sì che ognuno possa scoprire/riscoprire il piacere del saper stare, aprendosi ad un naturale contesto fluviale.
Tramite piccoli gesti, condivisi, offrire un contributo affinchè l’equilibrio e l’armonia di questi luoghi, riesca sempre a seguire...il proprio corso."


Continua la collaborazione tra l'Associazione Gigaro88 e OFF. Questa volta per l'evento Naturali Affluenze in cui Gigaro88 ha offerto il proprio supporto didattico lungo le sponde del Torrente Castellano. 
L’intervento di Gigaro88 è volto a sensibilizzare l’opinione pubblica, le Amministrazioni e le Associazioni sull’importanza di realizzare un vero e proprio PARCO FLUVIALE nell’ambito urbano. Il parco fluviale urbano va considerato come componente preziosa dell’intero sistema di VERDE URBANO pubblico e privato: la necessità di collegare tutte le componenti del sistema naturale rientra nell’idea di “rete ecologica” capace di esaltare il valore della biodiversità. Nel contempo il parco potrà mettere in rete anche le componenti culturali del paesaggio (es, Cartiera Papale, Forte Malatesta, San Pietro in Castello…..), e tutti gli attori che già operano direttamente ed indirettamente lungo il Castellano ed il Tronto, creando connessioni e sinergie in grado di garantire una fruizione corretta ed una gestione sostenibile e duratura del Parco Fluviale. Riteniamo inolotre che la formazione di operatori ed i fruitori verso un uso corretto del territorio, rappresenti una strategia operativa fondamentale per rispondere ad una domanda sempre crescente di spazi all’aperto di buona qualità, con un’offerta il più possibile qualificata.
La locandina dell'evento

L'altra Ascoli: con Gigaro88 al ponte di S.Filippo

Grande successo Domenica 28 Luglio per l'ultima itineraria urbana de "L'Altra Ascoli". Appuntamento alle ore 9.00 di fronte alle Industriali per scendere insieme ai ragazzi di Gigaro88 sotto al ponte di S. Filippo. Con la presenza del sindaco Castelli e dell'assessore Antonini, il nutrito gruppo di escursionisti si è avviato sul sentiero che, passando di fronte all'istituto delle suore Ancelle del Signore, conduce sotto al ponte. Durante la passeggiata botanica Camillo, Fabio e Giorgio hanno illustrato ai presenti le particolarità delle piante spontanee presenti lungo la via, ponendo particolare attenzione anche alle emergenze, facendo notare come ci siano diversi punti di criticità da risolvere. Molto particolare è stato l'incontro del gruppo con Giacinto, il contadino che cura l'orto situato sotto al ponte. L'Associazione Gigaro88 gli ha consegnato l'attestato di "Custode del paesaggio" per la costanza e la professionalità con cui conduce il suo paziente lavoro. Dalle parole di Giacinto il gruppo ha appreso pillole di storia del luogo, dallo stemma sul ponte liberato dall'edera agli ortaggi coltivati nell'appezzamento fino all'acqua della sorgente usata per l'irrigazione. Al termine del percorso ampio spazio anche per le nozioni faunistiche, con particolare riguardo a uccelli, pesci e anfibi. 
Come sempre speriamo che questi incontri esplorativi siano seguiti da azioni concrete e razionali sul territorio, anche in base a tutte le idee che Gigaro ha "lanciato" durante questo incontro.

A.F.
Con Giacinto, al momento della consegna dell'attestato
 


Il miglioramento forestale della Montagna dei Fiori



Lo scorso aprile sono iniziati i lavori di miglioramento forestale dei boschi della Montagna dei Fiori, (nelle proprietà del comune di Ascoli Piceno), il principale “polmone verde” della nostra città. Ricordiamo in breve che questi boschi sono stati piantati prevalentemente a partire dagli anni '50, sia per dare lavoro in un momento di forte crisi, come quello successivo alla seconda guerra mondiale, sia per migliorare la nostra montagna, che fino ad allora era stata privata della sua vegetazione naturale (faggi, carpini, querce, castagni, ornielli, ecc) per fare spazio all'allevamento di bestiame e alla povera agricoltura di montagna.
Così, nel volgere di pochi decenni, la nostra montagna è tornata verdeggiante, grazie alla messa a dimora di decine di migliaia di piantine di conifere: pino nero, pino silvestre, cedri e cipressi oggi ricoprono il suo versante settentrionale, dal Colle S. Marco fino a S. Giacomo.
Questi boschi, cresciuti più o meno rigogliosi, avrebbero avuto bisogno di “cure colturali” adeguate, per consentire loro di svilupparsi al meglio e soprattutto, di “preparare il terreno” al ritorno delle specie nostrane, come appunto faggi, carpini, querce, castagni, ecc, ciascuno secondo la propria fascia altitudinale.
Foto dal cantiere
Lo scopo principale del lavoro di miglioramento che si sta attuando è proprio quello di far ritornare gradualmente le latifoglie autoctone sulla nostra montagna, sostituendo man mano le conifere piantate dall'uomo sulla base delle caratteristiche ecologiche e lo stadio evolutivo di ogni singola “stazione”. Le conifere hanno ormai svolto la loro funzione: protetto il suolo dall'erosione, prodotto ossigeno ed accumulato anidride carbonica e creato le condizioni per il ritorno delle nostre latifoglie autoctone. Queste infatti, essendo piante nostrane, sono meglio adattate al clima ed al suolo, hanno una maggiore longevità e resistenza meccanica e ospitano una più ricca diversità biologica a garanzia di una maggiore stabilità ecologica, senza trascurare la minore suscettibilità agli incendi boschivi. I bosco, inoltre, potrà riconquistare il suo peculiare valore paesaggistico fatto di cromatismi mutevoli a seconda delle stagioni. I lavori di miglioramento forestale in atto consistono nella parziale e graduale eliminazione delle conifere, in particolare degli alberi schiantati, inclinati, sottomessi e secchi. Vengono  invece rilasciate tutte le latifoglie autoctone che, così liberate da una buona parte del vecchio soprassuolo sempreverde, possono crescere più in fretta.

Alcune curiosità: non tutte le latifoglie hanno lo stesso valore, per esempio alcune specie introdotte, come la robinia (detta acacia) e l'ailanto o albero del paradiso, sono da considerarsi specie indesiderate ed infestanti, in quanto impediscono l'affermazione delle specie nostrane e determinano una “bassa qualità ambientale”.
Foto del cantiere
Inoltre, sebbene le piante secche siano generalmente da eliminare, in un contesto boschivo ed ecologico più ampio esse sono importanti in quanto il legno morto ospita un gran numero di forme di vita: insetti, formiche, funghi, ecc che sono la base alimentare di molte specie superiori come picchi, cince, pipistrelli e altri piccoli mammiferi. Pertanto non vi meravigliate se talvolta, ovviamente lontano da case e strade, troverete dei tronchi marcescenti a terra e degli alberi secchi in piedi; questi contribuiscono ad ampliare la ricchezza biologica dei nostri boschi!

I lavori sono eseguiti dalla Cooperativa Lignum, affiliata al Consorzio di Cooperative Il Picchio, coordinati dal Dott. Giorgio Marini e dall'Associazione Gigaro88.
Il presente lavoro può essere considerato un progetto pilota, in quanto si prevede l'utilizzo del materiale ricavato per la produzione di energia da biomasse, migliorando, a costo zero, i boschi della Montagna dei Fiori.

L’Associazione Gigaro88 è disponibile ad accompagnare le scuole e quanti siano interessati ad osservare direttamente sul posto i risultati dell’intervento di miglioramento forestale e leggere il linguaggio del bosco in tutte le sue fasi evolutive.